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giovedì 17 marzo 2011

Piazza Statuto: per discutere sul futuro dell'università



Così si presenta www.piazzastatuto.it, pronto a ri-progettare gli Statuti della nostre Università.

Un sito "per favorire un dibattito aperto e trasparente sul futuro dell'università".

Il gioco di parole del nome di dominio incrocia un momento curioso: Piazza (dello) Statuto è la piazza torinese dove venne promulgato lo "Statuto albertino" che, con la fondazione del Regno d'Italia, divenne la carta fondamentale della nuova Italia unita.

Ricorrenze storiche, i 150 anni dell'Unità di Italia, le Università che si trasformano e devono statuire che cosa vogliono essere.

Il sito è aperto a tutti i contributi e organizza il materiale mediante piccoli interventi che, ognuno dei portatori di interesse verso l'Università, verso tutte le Università di Italia, desidera apportare. O anche solo leggere. Perché siamo parte di tutto questo movimento o svolgimento.

Il sito ha una pagina Facebook, gli aggiornamenti si possono seguire su Twitter...

Gli autori invitato a "diffondere il messaggio" democratico come luogo di incontro tra chi ritieniamo interessato all'iniziativa

Buon 150esimo anniversario dell'Unità di Italia!



sabato 18 settembre 2010

PERCHE' I NOSTRI MIGLIORI LAUREATI FUGGONO PER LAVORO ALL'ESTERO?

Avete un figlio all'università? Allora vi interesserà!

Ecco quello che accade in Italia ai nostri migliori giovani e promettenti ricercatori!

Francesco Lescai, scrive Fabio De Sicot, è un giovane biotecnologo.

Lavorava in italia, a Bologna. Precario, enormemente precario, come tutti i colleghi ricercatori, aveva deciso di impegnarsi non solo nel suo lavoro, ma anche a favore dei suoi colleghi partecipando alle lotte della rete dei ricercatori precari.

Il giornalista scientifico Fabio De Sicot, noto per la conduzione del programma radio di divulgazione scientifica Caccia al Fotone, lo ha conosciuto nel 2005 quando era coordinatore diBioPop, una manifestazione europea per la diffusione delle scienze biotecnologiche. Poi, dal 2010, è scappato in Inghilterra, ed ora lavora presso l’University College of London.

Ecco come Francesco Lescai descrive com’è cambiata la sua vita da quando ha lasciato l'Italia per andare a lavorare a Londra.


Durante l'intervista Lescai cita tra l'altro l'articolo sul SOLE 24 ORE dal titolo:


giovedì 8 ottobre 2009

IL NOBEL RITA-LEVI MONTALCINI IERI A TORINO

©  Copyright foto di Claudio Pasqua 7 ottobre 2009

Ieri la professoressa Rita Levi-Montalcini ha incontrato gli studenti presso l'Università degli Studi di Torino; la stessa Università in cui oltre ottant'anni prima aveva concluso i suoi studi, e incontrò altri due futuri Nobel per la medicina, anche loro studenti nello stesso ateneo: Renato Dulbecco e Salvador Luria.

A quei tempi fu interdetta dalle sue ricerche universitarie , a causa delle leggi razziali promulgate da Mussolini.
Un episodio, quest'ultimo che il Premio Nobel ricorda essere stato in un periodo di grandi difficoltà, ma sono le difficoltà che le hanno sempre dato nuova forza e l'hanno convinta a continuare.
«E' per questo che dico ai giovani: pensate al futuro che vi aspetta, pensate a quello che potete fare e non temete niente. Non temete le difficoltà: io ne ho passate molte e le ho attraversate senza paura, con totale indifferenza alla mia persona».
E poi un accenno ai recenti Nobel per la medicina vinti da due donne. Un obiettivo che era difficile in un epoca di stampo vittoriano come era quella di Torino di quegli anni.

"Ma oggi - dice la professoressa - le cose sono fortunatamente migliorate. E molte donne possono accedere alle vette più alte della conoscenza. Cosa negata ai miei tempi"

«Quello della nostra famiglia era uno stile di vita tipicamente vittoriano, tutte le decisioni erano prese dal capofamiglia. Nostro padre ci amava profondamente e aveva un grande rispetto per le donne, ma era convinto che una carriera professionale avrebbe interferito con i doveri di una moglie e madre. Per questo aveva deciso che tutte noi - Anna, Paola ed io - non ci saremmo impegnate in studi che potessero aprirci la strada ad una professione e che non ci saremmo iscritte all’Università»

«E' anche per questo che è importante guardare oltre i dogmi. Un dogma è qualcosa che viene detto, pensato, e non si può cambiare neppur di fronte alle evidenze contrarie, come il pensiero erroneo che una donna sia inferiore a un uomo. La differenza di forza fisica viene così erroneamente scambiata anche per una differenza di intelligenza, come di inferiorità del più debole. Questo è un dogma"

"E lo stesso per la razza. Tant'è che nel genere umano (è scientificamente provato) NON esistono le razze: esistono solo i razzisti!"

Fortunatamente per lei la comprensione della famiglia non le impedì di completare gli studi universitari e alla sorella Paola di diventare una celebre pittrice, tanto che le opere della sorella entrarono nei più prestigiosi musei internazionali, come quello di New York.

©  Copyright foto di Claudio Pasqua 7 ottobre 2009

Ha poi ricordato la sua vita trascorsa a Torino con la famiglia prima di partire per gli Stati Uniti, dove concluse le sue ricerche. E quanto si sia fortunati a vivere in una città come Torino che è sempre stata un luogo in cui la cultura era il fulcro della vita che si svolgeva nel centro cittadino., sotto i portici.
Fino a ricordare un bellissimo libro un dialogo scritto a due mani dal Fisico Tullio Regge con il chimico e scrittore Primo Levi (entrambi torinesi). "Dialogo", Einaudi, 1987, un opera che la professoressa ha apprezzato molto.

«Oggi ho il privilegio di aver compiuto cento anni, privilegio che non molti altri hanno, e il privilegio di conservare ancora la capacità di intendere e di volere, e di lavorare ancora alle mie ricerche sul sistema nervoso». «È una fortuna per me incredibile - ha concluso - essere ancora fra i viventi, dopo aver attraversato momenti non sempre facili. Credo che la cosa più importante della mia vita sia stato aver dedicato tutto il tempo possibile a chi ha bisogno. Il corpo può morire. Ma - ha detto fra gli applausi - restano i messaggi che abbiamo mandato in vita. Perciò il mio messaggio è questo: credete nei valori».
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Durante il discorso della professoressa non sono mancati gli applausi, lunghissimi, calorosi e commossi della sala da oltre quattrocento posti di persone, tanto che si è reso necessario attrezzare altre due aule con un servizio di video proiezione.

In sala anche il Prof. Piergiorgio Strata, direttore dell'EBRI, Istituto Fondato da Rita Levi-Montalcini dove lavorano circa 30 ricercatori (soprattutto ricercatrici) per lo studio sulle malattie degenerative del cervello. Sul Centro, che sta passando un periodo di difficoltà per scarsità di fondi, il prof. Strata è stato chiaro: "Come viene fatto in qualsiasi paese del mondo la ricerca ha bisogno di centri attrezzati e di grandi strutture. E' impensabile che la ricerca venga fatta in luoghi isolati e separati perché le strutture con cui si fa ricerca costano milioni di euro e vanno condivise con molti ricercatori contemporaneamente, per ammortizzarne la spesa e per consentire a molti di utilizzare le attrezzature". Ecco perchè, spiega il Prof. Strata, è necessario la costruzione di centri dove migliaia di ricercatori possano fare ricerca e scambiarsi esperienze.

Speriamo che i politici coinvolti lo comprendano.









martedì 6 ottobre 2009

MASTER in PROGETTAZIONE E MANAGEMENT DEL MULTIMEDIA PER LA COMUNICAZIONE

L’impiego di tecnologie multimediali per la comunicazione si è esteso negli ultimi anni a molteplici ambiti applicativi ed ha assunto così grande rilevanza che il dibattito su di esso si è spostato sempre di più dal piano strettamente tecnologico a quello delle conseguenze politiche, economiche, giuridiche, sul costume e sugli stili di vita che esso comporta.

Intorno alla multimedialità sono così cresciute iniziative economiche significative che riguardano settori produttivi consolidati, dall’editoria alla formazione, dalla televisione alla pubblicità e sono nate innumerevoli imprese che centrano su di essa la propria missione aziendale.

L’eterogeneità delle applicazioni e l’incessante sviluppo tecnologico pongono a queste imprese problemi complessi fra i quali, di particolare evidenza, quello di disporre di professionalità adeguate alla fase progettuale e a quella manageriale del progetto. Da questo punto di vista le difficoltà maggiori nascono dal fatto che produrre sistemi multimediali per la comunicazione comporta un approccio interdisciplinare, capace da un lato di valorizzare le potenzialità offerte dalla tecnologia e dall’altro di attuare strategie comunicative adeguate, avendo presenti i vincoli economici, giuridici e i problemi di impatto sociale connessi a questo particolare tipo di produzione.

La dimensione spesso piccola o media delle aziende che si occupano di multimedialità fa sì che i progettisti e i gestori di progetti debbano anche possedere competenze operative e applicative.


... IN ALTRE PAROLE

  • 90% di occupati a 3 mesi dalla conclusione del Master

  • Interdisciplinarietà

  • 349 ore di didattica alternativa


Master di I livello dell’Università degli Studi di Torino
PROGETTAZIONE E MANAGEMENT DEL MULTIMEDIA PER LA COMUNICAZIONE
XIV EDIZIONE – 2009/2010


Il Master è rivolto ai possessori di Diploma di Laurea quadriennale o quinquennale del Vecchio Ordinamento in discipline umanistiche, tecnico-scientifiche, architettura, ingegneria e ai/alle laureati/e di I e II livello del Nuovo Ordinamento in tutte le classi delle aree umanistica, sociale, scientifica, architettura.

domenica 7 giugno 2009

MOSTRA: LA DONNA E L'UNIVERSITA'

Fino a venerdì 19 giugno 2009, manifesti, libri, cartoline e fotografie del mondo femminile dalla fondazione dell'Università sino alle soglie della modernità.

Il materiale esposto proviene dal patrimonio documentario raccolto dal centro «Universitas scholarium», dall'Archivio storico dell'Università e dalla medesima Biblioteca.
L'allestimento comprende quadri raffiguranti esponenti di casa Savoia che si sono occupate di prendere provvedimenti per il buon funzionamento dello Studium, copie dei privilegi che contengono tali riforme, tesi di laurea, tra cui una settecentesca, appartenenti a donne che si sono laureate anche fuori dalla sede torinese, con le odi e i sonetti dedicati a questi eventi. Inoltre riviste, cartoline, manifesti e fotografie che testimoniano il rapporto tra donne e mondo universitario. Il tutto proveniente dal Centro.
Dall'Archivio storico giungono alcune tesi (tra le quali quelle di Rita Levi Montalcini, Fernanda Pivano e la tesi di Economia di Teresina Gurgo datata 1917), conseguite nel corso del secolo XX, le carriere universitarie e gli annuari che testimoniano il progressivo aumento delle iscrizioni femminili all'Università.

Infine la Biblioteca mette a disposizione testi e volumi, nella prima edizione, redatti da donne, laureatesi a Torino e divenute scrittrici e personaggi importanti nel panorama culturale italiano.

Organizzata dall'Associazione Amici dell'Università di Torino; a cura di Patrizia Cancian, Rosangela Risso e Marco Albera.

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