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Gli autori invitato a "diffondere il messaggio" democratico come luogo di incontro tra chi ritieniamo interessato all'iniziativa

Francesco Lescai, scrive Fabio De Sicot, è un giovane biotecnologo.![]() |
| © Copyright foto di Claudio Pasqua 7 ottobre 2009 |
«E' per questo che dico ai giovani: pensate al futuro che vi aspetta, pensate a quello che potete fare e non temete niente. Non temete le difficoltà: io ne ho passate molte e le ho attraversate senza paura, con totale indifferenza alla mia persona».E poi un accenno ai recenti Nobel per la medicina vinti da due donne. Un obiettivo che era difficile in un epoca di stampo vittoriano come era quella di Torino di quegli anni.
"Ma oggi - dice la professoressa - le cose sono fortunatamente migliorate. E molte donne possono accedere alle vette più alte della conoscenza. Cosa negata ai miei tempi"
«Quello della nostra famiglia era uno stile di vita tipicamente vittoriano, tutte le decisioni erano prese dal capofamiglia. Nostro padre ci amava profondamente e aveva un grande rispetto per le donne, ma era convinto che una carriera professionale avrebbe interferito con i doveri di una moglie e madre. Per questo aveva deciso che tutte noi - Anna, Paola ed io - non ci saremmo impegnate in studi che potessero aprirci la strada ad una professione e che non ci saremmo iscritte all’Università»
«E' anche per questo che è importante guardare oltre i dogmi. Un dogma è qualcosa che viene detto, pensato, e non si può cambiare neppur di fronte alle evidenze contrarie, come il pensiero erroneo che una donna sia inferiore a un uomo. La differenza di forza fisica viene così erroneamente scambiata anche per una differenza di intelligenza, come di inferiorità del più debole. Questo è un dogma"
"E lo stesso per la razza. Tant'è che nel genere umano (è scientificamente provato) NON esistono le razze: esistono solo i razzisti!"
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«Oggi ho il privilegio di aver compiuto cento anni, privilegio che non molti altri hanno, e il privilegio di conservare ancora la capacità di intendere e di volere, e di lavorare ancora alle mie ricerche sul sistema nervoso». «È una fortuna per me incredibile - ha concluso - essere ancora fra i viventi, dopo aver attraversato momenti non sempre facili. Credo che la cosa più importante della mia vita sia stato aver dedicato tutto il tempo possibile a chi ha bisogno. Il corpo può morire. Ma - ha detto fra gli applausi - restano i messaggi che abbiamo mandato in vita. Perciò il mio messaggio è questo: credete nei valori».


L’impiego di tecnologie multimediali per la comunicazione si è esteso negli ultimi anni a molteplici ambiti applicativi ed ha assunto così grande rilevanza che il dibattito su di esso si è spostato sempre di più dal piano strettamente tecnologico a quello delle conseguenze politiche, economiche, giuridiche, sul costume e sugli stili di vita che esso comporta.
Intorno alla multimedialità sono così cresciute iniziative economiche significative che riguardano settori produttivi consolidati, dall’editoria alla formazione, dalla televisione alla pubblicità e sono nate innumerevoli imprese che centrano su di essa la propria missione aziendale.
L’eterogeneità delle applicazioni e l’incessante sviluppo tecnologico pongono a queste imprese problemi complessi fra i quali, di particolare evidenza, quello di disporre di professionalità adeguate alla fase progettuale e a quella manageriale del progetto. Da questo punto di vista le difficoltà maggiori nascono dal fatto che produrre sistemi multimediali per la comunicazione comporta un approccio interdisciplinare, capace da un lato di valorizzare le potenzialità offerte dalla tecnologia e dall’altro di attuare strategie comunicative adeguate, avendo presenti i vincoli economici, giuridici e i problemi di impatto sociale connessi a questo particolare tipo di produzione.
La dimensione spesso piccola o media delle aziende che si occupano di multimedialità fa sì che i progettisti e i gestori di progetti debbano anche possedere competenze operative e applicative.
... IN ALTRE PAROLE
90% di occupati a 3 mesi dalla conclusione del Master
Interdisciplinarietà
349 ore di didattica alternativa
Fino a venerdì 19 giugno 2009, manifesti, libri, cartoline e fotografie del mondo femminile dalla fondazione dell'Università sino alle soglie della modernità.
Il materiale esposto proviene dal patrimonio documentario raccolto dal centro «Universitas scholarium», dall'Archivio storico dell'Università e dalla medesima Biblioteca.
L'allestimento comprende quadri raffiguranti esponenti di casa Savoia che si sono occupate di prendere provvedimenti per il buon funzionamento dello Studium, copie dei privilegi che contengono tali riforme, tesi di laurea, tra cui una settecentesca, appartenenti a donne che si sono laureate anche fuori dalla sede torinese, con le odi e i sonetti dedicati a questi eventi. Inoltre riviste, cartoline, manifesti e fotografie che testimoniano il rapporto tra donne e mondo universitario. Il tutto proveniente dal Centro.
Dall'Archivio storico giungono alcune tesi (tra le quali quelle di Rita Levi Montalcini, Fernanda Pivano e la tesi di Economia di Teresina Gurgo datata 1917), conseguite nel corso del secolo XX, le carriere universitarie e gli annuari che testimoniano il progressivo aumento delle iscrizioni femminili all'Università.
Infine la Biblioteca mette a disposizione testi e volumi, nella prima edizione, redatti da donne, laureatesi a Torino e divenute scrittrici e personaggi importanti nel panorama culturale italiano.
Organizzata dall'Associazione Amici dell'Università di Torino; a cura di Patrizia Cancian, Rosangela Risso e Marco Albera.