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lunedì 12 ottobre 2009

LA SCIENZA VA TEATRO CON GALILEO A PINO TORINESE


Maria Rosa Menzio, matematica e regista teatrale, porta sulle scene il Teatro, la musica, danza e le video installazioni per celebrare la più affascinante delle scienze, l'Astronomia, proprio nell'Anno Internazionale dedicato a questa disciplina (era infatti il 1609 quando Galileo iniziò le prime osservazioni astronomiche per confermare la validità del sistema copernicano). Nel 2009, peraltro, l'Osservatorio di Torino festeggia il 250° anniversario della sua fondazione.

“SIDEREUS NUNCIUS” Galileo e la luna: questo potrebbe essere un titolo alternativo. La spettacolarizzazione del “Nuncius”, ovvero da un lato lo scienziato rigoroso, amante delle stelle, forse un po’ innamorato della luna, dall’altro l’uomo che ama la vita in modo passionale, a dir poco, vive con umorismo e arguzia, e con una certa presunzione.

Una selezione di strofe scelte dal testo “Contro il portar la toga” intervalla l’antologia dei brani più propriamente astronomici. Da qui emerge un Galileo che andava all’osteria, mangiava e beveva allegramente, teorizzava che donne e uomini dovessero andare in giro senza veli e confessava - senza troppi scrupoli - il proprio debole per le donne di piacere. Inframmezzate alle parole di Galileo, sentiremo citare Campanella, Torquato Tasso, Shakespeare, Leopardi, Dante, Nietzsche e Neruda. Il leit motiv che unisce tutti questi autori è appunto la Luna, che li rapisce e li innamora uno dopo l’altro, chi in modo lirico, chi drammatico, o ancora elegiaco. La voce che appartiene a Galileo ama invece la luna in modo totale, sensuale, esclusivo.

La novità dello spettacolo è il video in prima nazionale: oltre 200 frattali (oggetti nati da complesse formule matematiche e cambio gradiente) che con particolari transizioni si trasformano l’uno nell’altro, e simboleggiano pianeti lontani, forme astratte e viaggi astrali nell’ignoto (durata 70 minuti - anteprima nella Notte Europea della Ricerca al Museo del Cinema e in Rettorato all’Università di Torino). A fine spettacolo, una danza alla luna mima i movimenti del nostro satellite.



16 Ottobre 2009, ore 21
Pino Torinese, Teatro «Le Glicini» (vedi mappa)
«SIDEREUS NUNCIUS»
da Galileo Galilei

INGRESSO LIBERO
con Simonetta Sola e Maria Rosa Menzio
Danza alla luna Chiara Fiorenza
Regia di Maria Rosa Menzio

Scarica il programma della serata in PDF

il programma completo è sul sito web di Teatro e Scienza
www.teatroescienza.it/rassegna2009/rassegna2009.htm

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venerdì 25 settembre 2009

IL SIDEREUS NUNCIUS DI GALILEO VA IN SCENA A TORINO

Il Sidereus Nuncius è il primo degli spettacoli teatrali, di cui Gravità Zero è media partner, che apriranno la rassegna "Teatro e Scienza: l'Astronomia", che si terrà dal 30 settembre al 15 novembre nelle colline torinesi.

In particolare la rappresentazione teatrale Sidereus Nuncius si svolgerà presso l'auditorium di Villa Gualino
mercoledì 30 settembre -
17.00 - 19.00
Via Settimio Severo 63, Torino.

Si tratta di una serie di appuntamenti giunto alla terza edizione sotto la guida della matematica e drammaturga Maria Rosa Menzio, impegnata da anni nella diffusione della scienza attraverso diverse modalità espressive.

Galileo e la luna: questo potrebbe essere un titolo alternativo. O "Scritti dal Nuncius e dal Non portar la toga"

La spettacolarizzazione del “Nuncius” è stata fatta utilizzando due registri particolari nel personaggio di Galileo: da un lato lo scienziato rigoroso, amante delle stelle, forse un po’ innamorato della luna, dall’altro l’uomo che ama la vita in modo passionale, a dir poco, vive con umorismo e arguzia, e con una certa presunzione. Una selezione di strofe scelte dal testo “Contro il portar la toga” intervalla l’antologia dei brani più propriamente astronomici, e da queste strofe emerge un Galileo che andava all’osteria, mangiava e beveva allegramente, teorizzava che donne e uomini dovessero andare in giro senza veli, e confessava senza troppi scrupoli il proprio debole per la donne di piacere.

Inframmezzate alle parole di Galileo, sentiremo citare Campanella, Torquato Tasso, Shakespeare, Sylvia Plath, Leopardi, Kierkegaard, Dante, Nietzsche e Neruda.

Il leit motiv che unisce tutti questi autori è appunto la luna, che li rapisce e li innamora uno dopo l’altro, chi in modo lirico, chi drammatico, o ancora elegiaco. La voce che appartiene a Galileo ama invece la luna in modo totale, sensuale, esclusivo. Una passione, appunto, più che carnale, anzi possessiva, come carnale e possessivo era il geniale Galileo Galilei.

Completa lo spettacolo un video continuo, a tutto schermo, frutto di uno studio approfondito sulle tecniche di computer graphic, video composto di frattali in movimento che simboleggiano pianeti lontani e viaggi astrali nell’ignoto.

A fine spettacolo, una danza sulla luna mima i movimenti del nostro satellite e di altri corpi celesti.

A cura di Maria Rosa Menzio, con Simonetta Sola e Maria Rosa Menzio, regia e video di Maria Rosa Menzio



Scarica il libretto con l'elenco delle rappresentazioni.



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Il sito Web www.teatroescienza.it




TUTTI GLI SPETTACOLI IN PROGRAMMA


30 settembre, Villa Gualino, Viale Settimio Severo 63, TORINO
3 ottobre, Planetario, Parco astronomico, PINO TORINESE (TO)
11 ottobre, Bric Paluc, Strada Pino 1, BALDISSERO TORINESE (TO)
16 ottobre, Teatro "Le Glicini", Via Maria Cristina 13, PINO TORINESE (TO)
18 ottobre, Piazzale Roma, PECETTO TORINESE (TO)
23 ottobre, Sala Consiliare Municipio, Via Roma 12, CASTELNUOVO don BOSCO (Asti)
8 novembre, Chiesa di San Giovanni (Duomo) P.za San Giovanni, CIRIE’ (TO)
15 novembre, Chiesa di San Lorenzo, P.za Vittorio Veneto, RONSECCO (Vercelli)

Mostra fotografica “The world at night” a Villa Gualino dal 30 settembre al 18 ottobre


Maria Rosa Menzio, direttrice artistica della rassegna, è laureata in Matematica, ha lavorato all’Università di Torino e, durante la sua attività accademica, ha scoperto il teorema di Menzio-Tulczjew. In seguito si è perfezionata in Filosofia della Scienza, prima di diventare regista e autrice teatrale.
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sabato 4 aprile 2009

QUANDO GALILEI FACEVA GLI OROSCOPI

TORINO - Il lavoro di astrologo, nel 1600 come anche paradossalmente oggi, è sempre stato più redditizio di quello matematico di astronomo.

I regnanti di allora, che amavano circondarsi di occultisti e particolarmente di astrologi, comuni negli ambienti di corte per tutti il Cinquecento, fino al Seicento, offrivano occasioni ghiotte: erano persone che pagavano profumatamente!

Galileo Galilei, sempre bisognoso di soldi, non disdegnava certo di accontentare i potenti dell'epoca, redigendone i loro oroscopi, sembra anche non con molta accuratezza, visto che non se ne curava più di tanto (nei suoi scritti ci sono solo pochi e fugaci riferimenti).

Tuttavia tale lavoro gli permetteva di guadagnare ciò che gli serviva per concentrarsi poi sugli studi per i quali noi lo possiamo ricordare: da buon copernicano e fortemente critico verso la fisica aristotelica e le credenze astrologiche, Galileo dette infatti un forte impulso verso la scienza moderna.

Nei quattro secoli successivi l'astrologia si è rivelata nulla più che una infondata credenza, una pseudoscienza però ancora viva in qualche trasmissione TV o sulle pagine dei giornali popolari.

Della propensione del padre del metodo scientifico e dell'astronomia moderna all'inedito lato "divinatorio" ce ne parlerà Stefano Bagnasco, ricercatore dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Torino, dove si occupa soprattutto di analisi informatica applicata a dati di fisica sperimentale, ma anche dirigente del Cicap, Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale.

Bagnasco, che è coinvolto nelle ricerche con l'acceleratore Lhc al Cern di Ginevra, affronterà la questione in un insolito appuntamento al Parco Astronomico di Pino Torinese, venerdì 3 aprile, con uno spettacolo animato da esperimenti psicologici che coinvolgeranno il pubblico.

http://www.planetarioditorino.it

Fonte: Gravità Zero - Divulgazione scientifica

giovedì 26 marzo 2009

QUANDO GALILEI FACEVA GLI OROSCOPI

TORINO - Il lavoro di astrologo, nel 1600 come anche paradossalmente oggi, è sempre stato più redditizio di quello matematico di astronomo.

I regnanti di allora, che amavano circondarsi di occultisti e particolarmente di astrologi, comuni negli ambienti di corte per tutti il Cinquecento, fino al Seicento, offrivano occasioni ghiotte: erano persone che pagavano profumatamente!

Galileo Galilei, sempre bisognoso di soldi, non disdegnava certo di accontentare i potenti dell'epoca, redigendone i loro oroscopi, sembra anche non con molta accuratezza, visto che non se ne curava più di tanto (nei suoi scritti ci sono solo pochi e fugaci riferimenti).

Tuttavia tale lavoro gli permetteva di guadagnare ciò che gli serviva per concentrarsi poi sugli studi per i quali noi lo possiamo ricordare: da buon copernicano e fortemente critico verso la fisica aristotelica e le credenze astrologiche, Galileo dette infatti un forte impulso verso la scienza moderna.

Nei quattro secoli successivi l'astrologia si è rivelata nulla più che una infondata credenza, una pseudoscienza però ancora viva in qualche trasmissione TV o sulle pagine dei giornali popolari.

Della propensione del padre del metodo scientifico e dell'astronomia moderna all'inedito lato "divinatorio" ce ne parlerà Stefano Bagnasco, ricercatore dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Torino, dove si occupa soprattutto di analisi informatica applicata a dati di fisica sperimentale, ma anche dirigente del Cicap, Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale.

Bagnasco, che è coinvolto nelle ricerche con l'acceleratore Lhc al Cern di Ginevra, affronterà la questione in un insolito appuntamento al Parco Astronomico di Pino Torinese, venerdì 3 aprile, con uno spettacolo animato da esperimenti psicologici che coinvolgeranno il pubblico.

http://www.planetarioditorino.it

Fonte: Gravità Zero - Divulgazione scientifica

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