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lunedì 27 febbraio 2012

Accademia Telematica Europea diventa partner dell'Associazione Culturale Chimicare


L’Accademia Telematica Europea e l’Associazione Culturale Chimicare hanno recentemente siglato un protocollo d’intesa volto a rafforzare la collaborazione fra i due enti nella prospettiva dello sviluppo di nuove sinergie a vantaggio dei rispettivi iscritti.


Associazione culturale Chimicare
L’Associazione Culturale Chimicare – organizzazione attiva sul territorio nazionale e nel web con la finalità primaria della diffusione e della promozione della cultura chimica, specie nei confronti di un target non specialistico – offrirà la sua disponibilità ad ospitare gli iscritti dell'Accademia Telematica Europea in stage presso la propria organizzazione alcuni studenti dell’Accademia Telematica Europea, offrendo loro l’assistenza di tutor specializzati nella divulgazione scientifica della chimica e nella gestione informatica e redazionale di siti web e blog scientifici.

L’Accademia Telematica Europea – ente di formazione ampiamente accreditato e riconosciuto nell’ambito formazione specialistica a distanza con corsi che vanno dal giornalismo scientifico all’interior design – garantirà agli associati Chimicare la possibilità di accedere al proprio ricco catalogo di corsi a distanza con uno sconto speciale riservato.


Nell’ambito dell’accordo, entrambe le parti si sono inoltre impegnate nel supporto promozionale reciproco destinato ad estendere la conoscenza delle iniziative organizzate dai due enti presso il più ampio bacino di utenza potenzialmente interessato.





Sono aperte le iscrizioni ai Corsi di Studio in:

- Giornalismo scientifico

- Food Writing, giornalismo enogastronomico 


- Giornalismo ambientale

Gli stage formativi durante e a fine corso verranno organizzati presso l'Associazione Culturale Chimicare. 
 

venerdì 23 settembre 2011

Comunicazione scientifica, Relazioni con media, pubblico e imprese

COME COMUNICA LA SCIENZA?  Se ne discuterà  al  Seminario di Fisica in corso di svolgimento ad Otranto  nella giornata di Lunedì 26 settembre.

Elisabetta Durante (DISTI, UGIS, ITWIIN) introduce e coordina gli interventi di Beatrice Bressan (CERN) e Claudio Pasqua (Gravità Zero e Università di Milano)

  • “Il ricercatore comunicatore. Una sfida strategica per l´economia e la società"
  • Cambia il ruolo del ricercatore nella societa´ della conoscenza: tra i suoi compiti, anche quello di comunicare.
  • Attraverso la comunicazione passa la valorizzazione degli skills e dei risultati della ricerca, il knowledge & technology transfer, il finanziamento dei progetti.
  • Lo spettro delle applicazioni e delle ricadute tecnologiche (il caso della Fisica e del CERN)
  • “Web e Web2.0: luogo della comunicazione scientifica”
  • Le nuove opportunita´ offerte dal Web e Web 2.0. E rischi connessi...


Beatrice Bressan: Gli elementi della comunicazione che intervervengono a rendere il messaggio scientifico e technologico corretto, diversificato ed adattabile a diversi recipienti sono già noti nell’ambito di varie discipline. Ciò che resta ancora materia di indagine è l’utilizzo adeguato di questi in modo da soddisfare una strategia di comunicazione mirata ed efficace nel trattare i contenuti delle scienze, quale la fisica, talvolta ardui e poco atti alla fluidità del linguaggio, benché carichi di contenuto concettuale, filosofico e scientifico. La teoria del trasferimento della conoscenza, ben nota negli ambienti economico-commerciali, è stata integrata e applicata alla strategia di comunicazione adottata nei settori del trasferimento tecnologico dei centri di ricerca scientifica come il CERN, apportando elementi innovativi in tale approccio.
Si tratta di una teoria, sviluppata nell’ambito di lavori di ricerca, volta a modellizare il processo della conoscenza tecnologica e scientifica, dall’apprendimento individuale allo scambio in un contesto organizzativo (creazione, acquisizione e trasferimento), al fine di analizzare l’impatto benefico sulla società. Tali studi evidenziano che il processo sociale, incoraggiando la progressione evolutiva dei processi scientifico e tecnologico, rappresenta uno degli elementi chiave nelle procedure di apprendimento e così facendo mette le basi per creare nuova conoscenza e innovazione. Il modello del processo di conoscenza così come sviluppato può essere considerato universalmente applicabile.
Diverse sono le conseguenze e le trasformazioni derivanti dalle ricadute tecnologiche legate alla ricerca fondamentale che hanno cambiato la vita. Si pensi all’impatto sociale e politico senza precedenti del WWW. Nell’era elettronica ogni adattamento deve tener conto della relazione dinamica che intercorre tra gli sviluppi tecnologici e la varietà dei fattori strutturali e psicosociali che operano in modo interdipendente al di là del contesto. Le nuove tecnologie di comunicazione lanciano altre sfide all’adattamento ed influenzano il linguaggio, la cultura e le relazioni interpersonali. Internet e le sue applicazioni hanno rivoluzionato l’acquisizione della conoscenza nonché il processo comportamentale, educativo e di socializzazione.

Claudio Pasqua: L'evoluzione del mondo digitale ha portato la nostra società a dover affrontare una sfida nuova e complessa. E' dai tempi di Gutenberg che non assistiamo a una rivoluzione così radicale nel modo di comunicare l'informazione.
Dal punto di vista di chi fa ricerca la rivoluzione digitale implica, in tempi rapidi, un cambiamento epocale del modo con cui comunicare il proprio lavoro e fare outreach. Un modo che vede la relazione e l'interazione al centro di uno scambio di messaggi bilaterali costanti. Un vero e proprio dialogo che mette il ricercatore e la sua organizzazione nella condizione di aprirsi a un mondo in cui le parole chiave sono ascolto, partecipazione, interazione, velocità e trasparenza.
Le decisioni importanti che riguardano il lavoro di un ricercatore sono sempre più spesso il frutto di una complessa negoziazione con una serie di soggetti sociali: politici, imprese, associazioni, gruppi di influenza e i media.
Spesso tali decisioni sono sottoposte all'attenzione del grande pubblico, le cui opinioni si riflettono sulle decisioni dei politici. La qualità della comunicazione della scienza è dunque sempre più spesso il fattore determinante per il successo di un settore di ricerca e misura il successo di qualunque iniziativa o progetto. Oggi comunicare con la società è diventata una necessità. Come siamo arrivati a questo punto? Come è cambiato il ruolo del ricercatore e del divulgatore? E cosa si intende esattamente per "comunicare" all'alba del XXI secolo?


Programma generale del Seminario

  • SuperB factory (La macchina - La fisica - Le applicazioni)
  • Fisica ad LHC
  • Applicazioni della Fisica alla Medicina
  • Tecniche nucleari per la protezione ambientale
  • Tecniche nucleari per i beni culturali
  • Astrofisica Particellare
  • Fonti energetiche: stato, prospettive e progetti futuri
  • Comunicazione scientifica,Relazioni con media, pubblico e imprese


Docenti:
Marco Anni, Beatrice Bressan, Roberto Cingolani, Roberto Bellotti, Elisabetta Durante, Marcello Giorgi, Paolo Giubellino, P. A. Mandò, Marcello Maggi, Antonio Masiero, Victor Peskov, Claudio Pasqua, Pantaleo Raimondi, Alberto Rotondi.

Il Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare svolge un ruolo pionieristico nell´affrontare sia tematiche scientifiche di base sia argomenti di interesse applicativo,socio-economico ed industriale. Il Seminario, noto anche come Scuola di Otranto, adotta un approccio interdisciplinare e sensibilizza i giovani ricercatori sull´importanza crescente della comunicazione scientifica e della valorizzazione economica dei risultati di ricerca (in particolare, attraverso il trasferimento di conoscenze e tecnologie al mondo produttivo e la creazione di start-up).

Nella foto, la copertina del libro "Knowledge Management in an International Research center" di Beatrice Bressan





venerdì 13 maggio 2011

Giornalismo su carta e sul Web: differenze e analogie

Il seguente articolo è stato pubblicato
da Silvia Caruso


L’era dell’informazione digitale farà sparire la carta stampata? Il giornalista riesce ancora a comunicare?

Abbiamo rivolto queste domande ad Ada Guglielmino, direttore di TheDailyBit, giornalista professionista freelance.

Quali sono, secondo lei, le basi per una corretta comunicazione?
Sulla comunicazione sono stati scritti fiumi di inchiostro. Ma ci sono degli ingredienti di base che bisogna sempre tenere presente. Mi riferisco a:

  • EMITTENTE, nel senso di chi comunica e struttura un messaggio per condividerne il contenuto e la forma;
  • RICEVENTE, colui che deve decodificare, comprendere, interpretare e verificare il messaggio. Il ricevente è anche colui che raffronta e confronta il messaggio in base al proprio repertorio di conoscenze, sensibilità, contesto ideologico e quindi sottopone il messaggio a una operazione di “accettazione”, “modifica”, o “ripulsa” del messaggio stesso;
  • CANALE, il mezzo di propagazione che può essere fisiologico (voce, tono, parlato) o tecnologico (media e carta stampata);
  • CODICE, il complesso dei segni stabilito per convenzione. In parole semplici il modo in cui un messaggio viene trasmesso per essere compreso dal ricevente. I codici saranno diversi a seconda del canale di trasmissione, ma avranno sempre l’obiettivo di far comprendere il messaggio;

Oggi, nel mondo frenetico che ci circonda, la gente ha poco tempo da dedicare alla lettura.
Come si può fare per avvicinare il lettore alla stampa?
Gli studi dimostrano che un lettore che legge un articolo sulla carta stampata dedica dai 30 ai 90 secondi al pezzo, perciò se l’articolo non è interessante tende a spostarsi o si sposta immediatamente. Si stima che un lettore arrivi a leggere circa 300 parole prima di decidere se proseguire o meno. Per questo non si finisce mai di mettere in evidenza l’importanza del lead, dell’attacco dell’ articolo, che fa davvero la differenza. L’articolo deve iniziare in modo da catturare l’attenzione del lettore e stimolare la sua curiosità.

E questo vale anche per i giornali on-line?
Sul web cambia tutto, soprattutto per le modalità di lettura.
Una ricerca di Jacob Nielsen del 1999 ha dimostrato che il 94% degli utenti sul web legge solo i titoli, il 74% cerca ciò che gli interessa.
È molto interessante osservare come un occhio si sposta mentre si legge su internet (N.d.R.: come si vede in questo filmato).
Un articolo scritto sul web non ha problemi di spazio come imposto invece sulla carta stampata dall’impaginazione, per questo può essere anche più lungo e più ricco di immagini.
Ma proprio tenendo conto di quanto abbiamo detto, il mio consiglio è di non superare i 3000 caratteri quando si scrive una notizia. Ovviamente oggi anche sul web ci sono siti di approfondimento in cui questo limite si può superare.

Che differenze individua fra comunicare attraverso la carta e via web?
L’informazione della carta stampata è monodirezionale, cioè da chi ha scritto a chi legge, mentre sul web è bidirezionale, perché il lettore può intervenire con commenti, soprattutto con la nascita e lo sviluppo dei blog.
In entrambi i casi l’informazione è asincrona, la notizia viene pubblicata indipendentemente da quando il lettore la leggerà o si collegherà sul web.

Ma secondo lei un utente protagonista che può accedere liberamente al web , modificando i contenuti della notizia, non mette a rischio la credibilità della comunicazione?
In realtà l’utente non modifica direttamente la notizia, ma può intervenire per fornire precisazioni, commentare, criticare. Però chi scrive sul web deve ricordare che per molto tempo la notizia presente sul web è stata vista come “effimera” rispetto a quella della carta stampata. In realtà si confondeva l’opportunità di modificare o correggere con la permanenza e la disponibilità di un testo.
Questo perchè modificare una notizia sul web è sempre possibile anche dopo l’avvenuta pubblicazione, mentre non lo è per la carta stampata.
Oggi sappiamo che comunque la notizia sul web anche se viene archiviata e non pubblicata continua ad esistere e ad essere recuperabile per anni nei motori di ricerca attraverso la copia cache.
Per questo è importante, quando si scrive un articolo per il web, “contestualizzare” l’informazione, mettendo sempre la data (giorno/mese/anno) dell’articolo e, se possibile, fare dei riferimenti precisi anche nell’articolo, spiegando perché si stia affrontando quell’argomento in quel determinato momento.

Come si inizia a scrivere un articolo?
Scrivere un articolo e un po’ come mettere “un mattone dopo l’altro” per costruire un muro.
Si inizia dal fatto, dalla notizia per poi passare ai particolari e agli eventuali approfondimenti.
Per quanto riguarda la forma, prima di tutto la semplicità: scrivere in modo semplice, non banale né con “faciloneria” ma usando un linguaggio semplice e specifico.
E poi rapidità e brevità.
Nella carta stampata ci sono gli obblighi della “gabbia di impaginazione” che definiscono la lunghezza di un articolo (il numero di battute, lo spazio per le immagini, la lunghezza delle didascalie); nel web semplicità, brevità e rapidità sono importanti per ridurre i tempi di lettura.
La brevità riguarda anche la costruzione della frase: frasi brevi sono preferite a periodi troppo lunghi.
Bisogna riuscire a esporre il maggior numero di fatti con il minor numero di parole.

Ci può fare degli esempi di frasi brevi?
Per esempio è importante omettere le parole inutili.
Vediamo alcuni casi, che riprendo da un mio vecchio manuale, ma che rendono bene l’idea:
il nuovo progetto-pilota, se parliamo di “progetto” si sottintende che è nuovo pertanto è inutile scriverlo;
risultato finale, un risultato è già la conclusione di qualcosa pertanto finale non serve, a meno che si stia parlando di un evento sportivo in cui ci sono anche i risultati “parziali”;
di forma quadrata = quadrato o anche il settore della finanza = la finanza;
di colore rosso, rosso è già un colore.

Brevità e semplicità sono gli unici punti importanti della scrittura o ve ne sono altri?
Chiarezza, il linguaggio deve essere comprensibile.
Prima di scrivere dobbiamo conoscere il nostro lettore, perché questo ci permetterà di capire quale linguaggio sarà più adatto per comunicare con lui, se più divulgativo, più specifico.
Se scrivo per un giornale degli ingegneri posso usare dei termini tecnici. Se scrivo per un quotidiano il mio linguaggio dovrà essere comprensibile a un pubblico molto più ampio e con competenze diverse.
E in più dovremo scrivere con esattezza e coerenza sia per il contenuto, per le immagini che per la forma.

Cosa si intende per coerenza?
Bisogna raccontare la storia seguendo sempre un filo logico dando “identità ai propri contenuti” facendosi queste domande: “Quale tipo di informazione devo dare?”, “A chi mi rivolgo?”, “Che linguaggio devo usare?”. Solo in questo modo sarò in grado di individuare quale linguaggio usare e quale tipo di informazione devo trasmettere.

Ma allora secondo lei, in che modo si deve strutturare l’articolo per rispondere a tutte le esigenze del lettore?
Si parte da un buon titolo.
Il titolo dell’articolo è importante e non deve essere né troppo fantasioso né troppo lungo, soprattutto quando si scrive per il web, dove bisogna fare i conti anche con l’indicizzazione dei motori di ricerca.
Poi l’attacco di cui abbiamo già parlato e i paragrafi brevi.
Se poi il contenuto è molto tecnico e complesso o il testo è particolarmente lungo, consiglio di “spezzarlo” con dei titoletti che diano un’idea del contenuto.
Poi ci sono le regole generali, che valgono per tutti i testi scritti: curare la punteggiatura, dare il giusto significato a virgole, due punti, punto e virgola, tutti strumenti che danno il giusto ritmo al pezzo.

Cosa consiglia di evitare nella scrittura?
Evitare, ove possibile, le parole virgolettate nel testo perché vuol dire che quella parola forse non è la più adatta ed è meglio trovarne una più adeguata.
Non usare il tutto maiuscolo quando si scrive, nel mondo internet è come se il testo “urlasse” e per lo stesso motivo evitare di usare il grassetto in modo eccessivo, ma solo dove si vuole evidenziare una parola o una breve frase.

E infine qualche consiglio prima di pubblicare l’articolo?
Rileggere il pezzo a voce può aiutare a trovare errori di punteggiatura e di lunghezza del testo.
In generale consiglio di leggere il sito di Sergio Lepri.
Nella sezione didattica si possono approfondire molti degli argomenti di cui abbiamo parlato oggi e in più ci sono suggerimenti utili per un italiano corretto e per fugare i dubbi che non mancano mai quando si scrive.


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