domenica 17 maggio 2009

COME COMUNICARE LA SCIENZA

Su Radiocitta’fujiko di Bologna, Claudio Pasqua, giornalista scientifico, torinese, parla di "come si comunica la scienza".

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Nel corso degli anni la scienza si è dimostrata una madre progressista e libertaria. Era solo il 1972 quando, sotto le sue ali protettive, vide nascere il primo embrione di internet. Lo crebbe, lo allattò, e, quando maturo, lo lasciò andar via di casa. E da allora quell’embrione è cresciuto talmente tanto da far porre delle domande “esistenziali” alla stessa mamma che l’aveva coccolato. Esisteva un tempo in cui la scienza era “soltanto” degli scienziati e si raccontava nei suoi dettagli all’interno dei centri di ricerca. Poi è arrivato il tempo della sua diffusione, e il suo figliol prodigo cominciò a contribuire allo sviluppo della scienza “raccontata al popolo”. Oggi le ricerche sono pubbliche, gli scienziati hanno i loro blog, ed i paper scientifici sono scaricabili dai repository open access.

Ma allora… se oggi la fonte è nota, se tutto è pubblico, è ancora utile l’intermediario? È solo una questione di abbecedario? Detta in parole povere: con l’andar del tempo morirà il giornalismo scientifico? Non è forse questo nei desiderata della divulgazione? Ne parleremo con Claudio Pasqua, giornalista scientifico, fondatore di Gravita Zero, uno dei corporate blog scientifici che gli scienzio-fili (appassionati di scienza) in rete hanno dimostrato di amare di più.

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