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domenica 25 marzo 2012

MARGHERITA HACK OSPITE FIDAPA

Testi e Foto a cura della redazione Gravità Zero 


Una illustre ospite ha visitato oggi la città di  Torino in occasinoe di una serie di appuntamenti-conferenza rivolti al grande pubblico sul tema della divulgazione scientifica: si tratta della celebre astrofisica  Margherita Hack, 90 anni a giugno, ospite oggi in un evento organizzato da Fidapa, la Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari, con il patrocinio di Regione Piemonte e Comune di Torino.

La professoressa è intervenuta parlando di argomenti che riguardano l'«Origine ed evoluzione dell'universo». Ma anche la vita su altri pianeti e il pericolo di collisione tra asteroidi e la Terra. 

Nella foto a sinistra la professoressa riceve la targa della Regione Piemonte per l'importante ruolo e contributo alla divulgazione scientifica sostenuto nel corso di tanti anni di attività. Consegna la targa Giampiero Leo del consiglio regionale del Piemonte. 


La sala completamente gremita di pubblico ha partecipato attivamente con domande molto pertinenti.

I filmati dell'evento saranno a breve disponibili sul canale YouTube Gravità ZeroTV

Il sito web FIDAPA Torino 
Il sito web FIDAPA Italia 

domenica 19 dicembre 2010

IL CALENDARIO DEI RUDI MATHEMATICI

Lo aspettavamo con impazienza.

E' alla fine arrivato anche quest'anno: il calendario dei Rudi Mathematici!

Chi vuole lo può scaricare anche direttamente da qui.


Anche perché questi tre "moschettieri" della matematica ricreativa, sono di Torino e hanno studiato a Torino anche se poi alcuni di loro se ne sono allontanati per motivi di lavoro.




martedì 30 novembre 2010

DA TORINO IL CARNEVALE DELLA FISICA CONTAGIA IL MONDO

Con il patrocinio della Associazione Levi-Montalcini e dello UAI


Il Blog Gravità Zero insieme al suo omonimo spagnolo Gravedad Cero ospitano questo mese 1° anniversario del Carnevale della Fisica, che ha raggiunto in un anno di attività ben 4 continenti (Americhe, Europa, Asia) raccogliendo centinaia di contributi scientifici da 10 Paesi e in 10 lingue.

E festeggia con un nuovo logo!

Il marchio del Carnevale è stato realizzato nell'ambito di un contest internazionale che ha visto decine di partecipanti da tutto il mondo proporre i loro lavori per il Carnevale della Fisica.

Alla fine è stato scelto il lavoro di Arwan, un giovane indonesiano di 29 anni che vive a Yogyakarta "Una meravigliosa città dell'indonesia" come lui ama definirla. La trovate qui su Google Maps.
Il marchio vuole rappresentare armonicamente le varie discipline scientifiche, dall'atomo allo spazio, attraverso le connessioni di un ideale rete globale. L'aranciorappresenta l'entusiasmo, la creatività, il successo; il blu rappresenta la pace, la tranquillità, l'unione, un sentimento di appartenenza.

E' veramente emozionante pensare che con il Web si riescano a conoscere persone così in gamba e così distanti, che non avremmo mai potuto coinvolgere. Arwan, quando la redazione di Gravità Zero gli ha proposto una intervista (che pubblicheranno a breve) si è quasi commosso perché nessuno lo aveva mai fatto!

Qui potete vedere i lavori di Arwan realizzati nel tempo. Svolge la professione di designer da circa 10 anni.

Ma veniamo ai contributi dei partecipanti.

Le redazioni di Gravità Zero e Gravedad Cero desiderano ringraziare tutti gli autori che hanno voluto condividere con noi questa bellissima iniziativa.

Un ringraziamento anche dai patrocinanti l'evento: l'Associazione Levi-Montalcini e la UAI (Unione Astrofili Italiani)

Il Carnevale idealmente oggi unisce emisfero sud ed emisfero nord del pianeta. Ricordiamo che, oltre all'Italia, hanno partecipato nel corso del tempo divulgatori scientifici dall’Ecuador, Colombia e Argentina, dalla Spagna (in galiziano, euskerao basco e catalano) dagli Stati Uniti, dalla Svizzera. In fondo alla pagina troverete la mappa di Google con i partecipanti in continuo aggiornamento.


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venerdì 26 novembre 2010

L'ETOLOGA JANE GOODALL OSPITE A TORINO

Foto: per gentile concessione del Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino

“Mezzo secolo di sorprendenti scoperte ci hanno aiutato a ridefinire il nostro posto nella natura; e ancora più sorprendente è sapere quanto altro ancora gli scimpanzé hanno da insegnarci. Attendo di entrare nella prossima metà del secolo”.


Jane Goodall è una delle più importanti figure scientifiche nel campo dell'etologia e delle attività in difesa della natura. L’etologa e antropologa britannica è nota soprattutto per la sua lunga ricerca sulla vita sociale e familiare degli scimpanzé. Ha fondato e dirige il Jane Goodall Institute, per lo studio e la protezione dei primati. Cinquant’anni fa la Goodall metteva piede per la prima volta sulle rive del Lago Tanganica, in quello che è oggi il Gombe National Park, in Tanzania. La sua ricerca sul comportamento degli scimpanzé ha aperto la strada e arricchito le nostre conoscenze con una grande varietà di scoperte scientifiche rilevanti anche sotto il profilo della tutela ambientale e dello sviluppo delle popolazioni locali. L’impegno individuale è divenuto una missione globale integrata, alla ricerca di benefici per tutti gli esseri viventi.
Questa sera, alle ore 21, in occasione dell’inaugurazione della mostra fotografica di Alessandro Bee “In Africa”, il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torinoorganizza una serata evento con la straordinaria partecipazione della celebre primatologa, Messaggero di Pace dell’ONU e medaglia d’oro dell’Unesco, Jane Goodall che terrà la conferenza: “Cinquant’anni con gli scimpanzé e l’ambiente”.
Continua su Gravità Zero


giovedì 4 novembre 2010

AIUTARE ONLINE. L'INTERVENTO PSICOLOGICO VIA INTERNET CON ADOLESCENTI

Articolo di Luigina Pugno
Psicoterapeuta e blogger
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Quando si sceglie di fare lo psicologo, si deve anche scegliere in quale ambito operare. In base alla propria esperienza, e alle proprie caratteristiche personali, si arriva a capire con quale tipologia di patologia si è più adatti ad intervenire. C'è chi si trova meglio con i disturbi d'ansia, chi con i disturbi alimentari, chi con gli adulti e chi preferisce i bambini.
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Tendenzialmente si preferisce evitare gli adolescenti in quanto risulta troppo complesso instaurare una buona relazione terapeutica e perché è più facile che venga messa in discussione l’asimmetria tipica della relazione medico paziente. Può anche diventare complessa la triangolazione economica medico – paziente – genitori.
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Dalla lettura di questo testo si capisce che un terapeuta che utilizza l’asimmetria come strumento terapeutico imprescindibile, incontrerà parecchia difficoltà nella terapia con gli adolescenti.
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Difficilmente gli adolescenti vanno in terapia. Quando si vuole fare un intervento terapeutico con gli adolescenti bisogna quindi andare dove loro stanno. Li si deve raggiungere nell'aula scolastica, nei luoghi di ritrovo, e sempre più di frequente su Internet.
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Quasi la totalità dei giovani usa Internet come luogo di scambio di idee, di risorse e per mantenere e fare nuove amicizie. La lettura di questo libro è stata una scoperta, non credevo che esistessero già tante ricerche sull'argomento e-terapia. Potrei quasi affermare che non sapevo che questo tipo di terapia venisse già utilizzata. Uno psicologo che volesse dedicarsi alla e-terapia non deve avere solo una buona base teorica, ma anche capacità relazionali che lo rendano in grado di interagire con i teenager e deve inoltre avere discrete capacità di utilizzo di questi nuovi strumenti tecnologici.
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Mi ha rassicurata leggere che anche in questo tipo di supporto psicologico c'è una sessione preliminare in cui si chiariscono le specificità di tale intervento, e vengono richiesti dei dati che possono essere utilizzati al fine di superare la distanza fisica, qualora si rendesse necessario un intervento diretto: come nel caso di un sospetto atto anticonservativo.
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Diventa chiaro che chi desidera attuare un intervento e-terapeutico deve ricevere uno specifico training. Un addestramento all'utilizzo dei social network e dello slang giovanile. Non tutti si possono improvvisare e-terapeuti. L'adolescente non vuole essere problematizzato, ma ha bisogno di sentirsi alla pari con chi sta all'altro capo della chat, perché questo lo tutela da sentimenti di vergogna. I siti Internet che offrono aiuto quindi, non devono far percepire l'intervento come medicalizzato. Il panorama italiano ha invece un look clinico, professionale e poco interattivo. Per questo non attirerebbe gli adolescenti.
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Mi sembra che i siti internet italiani dedicati alla e-terapia abbiano questo aspetto, perché in Italia la psicologia è ancora impegnata a farsi prendere sul serio. Molto interessante è il capitolo sulle prospettive di intervento, dove si trovano suggerimenti pratici per chi vorrebbe lanciarsi nel supporto psicologico via web. Una psicoterapeuta come me, che ha ambiti di intervento differenti da quelli virtuali o dai temi portati ad esempio dall’e-book, sente forte il bisogno di un glossario che spieghi cosa si intende per web 3.0 o micropunture, quando non si sta parlando di chirurgia estetica.
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Per tornare alla tematica giovanile, concludo citando le parole dell’autore: “Per quanto il territorio e-terapeutico giovanile debba ancora essere approfondito e testato, questi sembrano essere i termini chiave per l'impostazione e lo sviluppo di nuovi servizi che possono vivere e operare on-line ma con auspicabili contatti nella realtà urbana, dalle istituzioni scolastiche all'organizzazione di eventi correlati alla formazione dei gruppi in rete. Integrare vita on e offline grazie a uno strumento terapeutico virtuale significa probabilmente riportare l'adolescente a una dimensione unitaria, integrata, sociale, capace di gestire Internet come un mezzo di comunicazione preferenziale e non come un luogo esclusivo di rifugio, scisso dall'esistenza in carne e ossa.
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Sia chiaro: è tutto in costruzione, siamo ora in una fase epocale di transizione. E se è vero che una visione sinottica degli ultimi studi sul counselling attraverso pc indica con chiarezza risultati positivi e ottimi livelli di alleanza terapeutica, lo scetticismo che riguarda lo strumento specifico è ancora elevato e non solamente da parte dei terapeuti.”
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Autore: ALESSANDRO CALDERONI
Aiutare online - L'intervento psicologico via internet con adolescenti
La prima guida italiana sull'aiuto psicologico agli adolescenti via internet.
Codice ISBN:978-88-87795-52-3
Prezzo: euro 12,00
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domenica 29 agosto 2010

OXICOA: IL CIOCCOLATO AMICO DELLA PELLE


Il cioccolato è ricco di antiossidanti aiuta a incrementare l’elasticità cutanea.

Chi avrebbe mai detto che cioccolato e pelle un giorno sarebbero potuti diventare amici? Invece è successo nel momento in cui uno studio ha dimostrato come il cioccolato sia un vero e proprio elisir di giovinezza per la nostra cute. Infatti il dolce incontro è stato raggiunto parlando di effetto anti-age ed elasticità cutanea.

Pare infatti che mangiare cioccolato fondente, soprattutto quando ricco di flavonoidi come Oxicoa, aiuti a incrementare il carattere elastico della pelle. Le prove dell’efficacia del nuovo sodalizio sono state fornite dal centro ricerche dermatologiche SIT (Skin Investigation and Technology) di Amburgo, con la collaborazione della belga Barry-Callebaut, azienda leader nella produzione di semilavorati di cioccolato. Lo studio realizzato illustra esiti promettenti per ciò che riguarda la salute e l’aspetto della cute, soprattutto per i più golosi.





martedì 6 luglio 2010

TORINO: RITAGLI DI ESOF

Quinta giornata all'ESOF 2010 - EuroScience Open Forum di Torino. Passeggiando in sala stampa si fanno interessanti incontri. Ecco Paolo Nespoli, astronauta italiano.



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La sala stampa in piena attività: chi direbbe che è in pieno ex centro industriale al Lingotto di Torino?



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mercoledì 11 novembre 2009

BLOGGER E SCIENZA: IL CARNEVALE DELLA FISICA NASCE A TORINO (E A BARCELLONA)

Torino, 10 novembre 2009



Il Carnevale della Fisica è un’iniziativa ideata dalle redazioni dei blog Gravedad Cero (Barcellona, Spagna) e Gravità Zero (Torino, Italia) ispirato al modello dei Carnival of Mathematics e nata per promuovere la comprensione della scienza, rivolta al grande pubblico.

Il 30 di ogni mese decine di blogger e autori si riuniscono sulla rete segnalando articoli e post che abbiano come filo conduttore la fisica, raccogliendo in un blog ospite gli articoli che vengono segnalati, presentandoli brevemente. I temi possono riguardare tutte le discipline legate alla fisica (fisica teorica, meteorologia, nanotecnologie, biofisica, astrofisica, ecc.), ma anche letteratura e arte (storia, poesia, teatro, musica), recensioni di altri blog, libri, film che abbiano come tema centrale la fisica.

L’obiettivo è far conoscere siti e blog scientifici, sviluppare collaborazioni, far conoscere e apprezzare la fisica in tutti i suoi aspetti e soprattutto fare buona scienza. Per l’occasione è stato attivato un social network su cui tutti possono lasciare appunti, osservazioni, foto, video o che può essere utilizzato per postare i contributi anche da chi non possiede un blog personale: http://carnevaledellafisica.ning.com

Il Carnevale della Fisica nasce ufficialmente il 30 del mese di novembre 2009.
La data non è casuale.
Quattrocento anni prima di tale data, infatti, Galileo Galilei sollevava il suo cannocchiale al cielo, osservando per la prima volta l’oggetto celeste più brillante del firmamento: la Luna.

L’Unione Astrofili Italiani patrocina l’iniziativa che partirà contemporaneamente in Spagna sul blog www.gravedad-cero.org e in Italia sul blog www.gravita-zero.org e nei mesi successivi verrà ospitata su nuovi blog e siti web che man mano si affiancheranno.

Siti proponenti
www.gravita-zero.org
www.gravedad-cero.org


Social network

http://carnevaledellafisica.ning.com

Email per spedire i propri contributi:
ITALIA: redazione@gravita-zero.org
SPAGNA ferri@ieec.uab.es, roi.oliva@gmail.com

mercoledì 16 settembre 2009

IL PREMIO NOBEL RICCARDO GIACCONI A TORINO


Ieri sera incontro con il Premio Nobel per la Fisica 2002 Riccardo Giacconi in occasione della conferenza "Dal perspicillum di Galileo allo Hubble Space Telescope", organizzata per l'Anno Internazionale dell’Astronomia IYA2009 (qui la locandina con gli eventi)

Foto: Riccardo Giacconi
liberamente utilizzabile citando la fonte

Il Centro incontri della Regione Piemonte era gremito di persone, per lo più non specialisti, ma anche studenti universitari. L'introduzione del Prof. Attilio Ferrari ha subito chiarito l'importanza delle ricerche dell'astrofisico statunitense. "Ricerche che meriterebbero non uno - afferma Ferrari - ma più premi Nobel vista la vastità delle sue ricerche". E in effetti Giacconi si può dire che abbia aperto la strada all'osservazione di parti dell'universo completamente sconosciute: i suoi contributi pionieristici all'astrofisica nella zona non visibile dello spettro elettromagnetico hanno infatti portato alla scoperta delle prime sorgenti cosmiche a raggi X.

Lo sviluppo del tema trattato dal Premio Nobel questa sera è consultabile sulla pagina de La Stampa, che ne ha pubblicato l'intervento.
Domani Riccardo Giacconi sarà nuovamente ospite presso la Sala dei Mappamondi dell'Accademia delle Scienze con una conferenza dal titolo "Il cielo a raggi X".

Due le affermazioni che ci hanno colpito in questa serata. Ricordando i "Cinque Grandi" dell'astronomia (Tolomeo, Keplero, Tycho Brahe, Galileo e Newton), fa riflettere pensare al fatto che all'epoca di Keplero e Brahe non esistessero strumenti di misurazione astronomica più sofisticati di quanto non avessero già inventato nel periodo ellenistico (III secolo a.C.) e poi dimenticato. E anche gli strumenti matematici erano molto inferiori al passato.
Solo con l'avvento del genio galileiano prima e della descrizione di Newton in un unicum omogeneo venne fatto un salto qualitativo nella comprensione del cosmo. Prima di loro solo Giordano Bruno ebbe l'ardire di affermare (ma non dimostrare) che l'Universo era potenzialmente infinito, pieno di stelle e pianeti, forse abitati. E anche per questo venne messo al rogo.

L'altra riflessione della serata è pensare che negli ultimi 50 anni, con l'avvento di sorgenti cosmiche a raggi X, l'astronomia abbia fatto più passi avanti che negli ultimi 5000 nella comprensione della nostra posizione dell'universo. Ma paradossalmente le scoperte dell'esistenza dell'energia oscura e della materia oscura hanno rimesso tutto quanto in gioco, e oggi siamo quasi nella stessa situazione di partenza, con oltre il 97 percento di elementi ignoti là fuori, e solo il 3 percento riconducibile alla materia che ci è nota, di cui siamo fatti.

"L'idea - poi - che là fuori ci sia energia con segno negativo, che per me è ancora inspiegabile, mi rende irrequieto", ha affermato lo scienziato.

Chandra, in cui Giacconi è primo ricercatore per il progetto Chandra Deep Field-South, avrebbe trovato prove dirette dell'esistenza della materia oscura, nello scontro tra due ammassi di galassie. E' questa, tra l'altro, l'immagine che ha reso ancor più emozionante la serata!

Nella foto: The Chandra Deep Field South una delle osservazioni dello spazio più profondo ottenute dal satellite X-ray Chandra, ottenuta da una esposizione ognuna di 11 giorni. L'immagine finale è il risultato dell'addizione di 11 esposizioni individuali per un totale di 1 milione di secondi. Si tratta delle più profonde immagini mai riprese nella radiazione X, e mostrano oggetti incredibilmente deboli (nella foto i punti luminosi sono ammassi di galassie).






lunedì 18 maggio 2009

SETTIMANE DELLA SCIENZA




Mentre Torino si prepara ad ospitare l'ESOF 2010 e a diventare capitale europea della scienza, nelle prossime settimane apre le sue porte a tante iniziative ormai consolidate che vengono proposte durante le Settimane della Scienza: mostre, laboratori, spettacoli teatrali, aperture straordinarie durante la notte dei musei.

Dal 22 al 24 maggio, avremo la possibilità di visitare la Tenda della Scienza in Piazza Carlo Alberto, con spettacoli aperti al pubblico dove si alterneranno musica, costruzioni di orologi con il meccano e di meridiane, matematica divertente, chimica curiosa e magica, spettacoli con clown e giocolieri scientifici, simulazioni di Robot e stand con le maggiori istituzioni torinesi del mondo della scienza e della tecnologia.

Torino è una città di eccellenza nel panorama italiano ed europeo per quanto riguarda la divulgazione scientifica, anche se questo fatto è poco noto agli stessi torinesi: si tratta dunque una città dalla forte vocazione scientifica e divulgativa.

Iniziamo con il dire che Torino sarà la città ospitante l'ESOF 2010, diventando di fatto la città più importante d'Europa per la comunicazione scientifica, dopo una serrata competizione con le città di Copenhagen, Parigi e Wroclaw (Breslavia).

ESOF – Euroscience Open Forum – è infatti il meeting europeo biennale dedicato alla ricerca e all’innovazione scientifica ideato da Euroscience, organizzazione, con sede a Strasburgo, che riunisce scienziati di 40 Paesi europei.

Torino è per molti aspetti una città-laboratorio.

  • Ha generato in Italia l’industria dell’auto, dell’aeronautica, della moda e del design, dell’editoria, della telefonia, della radio, della televisione, dello spazio dove mantiene posizioni di eccellenza
    • Può contare su centri di ricerca industriali e pubblici come l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l’Istituto Nazionale di Astrofisica, l’Istituto per la ricerca e la cura del cancro e il Consiglio Nazionale delle Ricerche.
    • E’ sede degli istituti metrologici nazionali
    • E' sede dell'Accademia delle Scienze
    • La ISI Foundation
    • Nuovi centri di eccellenza si stanno sviluppando rapidamente in settori di punta: oncologia, neuroscienze, genetica, nanotecnologie, ICT
    • E’ sede del Museo Egizio, il più importante al mondo dopo quello del Cairo
    • E’ sede del Museo del Cinema, della Fiera Internazionale del Libro e di importanti Istituzioni europee e dell’ONU
    • e questo solo per citarne alcune...

Questa ricchezza di iniziative nel 2010 farà del Piemonte, con il 2,9% del PIL investito in ricerca, la Regione italiana più vicina agli obiettivi di Lisbona.

Ma intanto Torino apre le porte alla scienza e scende in piazza su

http://www.settimanedellascienza.it


Abbiamo parlato di Torino città anche su:

giovedì 2 aprile 2009

LA MATERIA OSCURA AL CIRCOLO DEI LETTORI



C'è chi sostiene che uno studio che portasse a risultati tangibili sulla prova dell'esistenza e della natura della energia/materia oscura,
qualora venisse confermato nei suoi risultati, meriterebbe il premio Nobel per la Fisica.



Foto:
Rita Bernabei, ordinario di FIsica Nucleare e Subnucleare all'università di Roma Tor Vergata. Vittorio Bo, direttore del Festival della Scienza di Genova e presidente di Codice Edizioni a Torino


Ieri al Circolo dei Lettori di Torino, la professoressa Rita Bernabei, ha descritto, alla presenza di una nutrita platea di appassionati, le ultime ricerche dello studio tutto italiano da lei coordinato che proverebbe l'esistenza della materia oscura, esperimento che sta suscitando un acceso dibattito tra i fisici di tutto il mondo.

Si tratta di un esperimento che pochi italiani conoscono, condotto nelle profondità del Gran Sasso per studiare segnali dall’Universo oscuro.

In pratica accade questo: tutti gli oggetti osservabili dell'Universo, stelle, nebulose, galassie ovvero la materia visibile, barionica, di cui siamo fatti anche noi, animali e pianeti è appena il 4-5% della materia totale osservabile. L'universo è composto per circa il 25% da materia oscura e per il restante 70% da energia oscura. Ma nessuno ancora l'ha osservata.

Lo studio delle particelle di materia oscura nell’Universo è uno degli argomenti più affascinanti della fisica attuale.

Il nome dell'esperimento della professoressa è Dama, ed è stato progettato e realizzato per essere in grado di dare una risposta sulla presenza di particelle della materia oscura nell’alone della nostra galassia.


Cosa fa l'esperimento? Pensiamo a questo: il Sole ruota attorno al nucleo galattico e la Terra ruota attorno al Sole. La Terra nel suo moto sperimenterà così un “vento” di particelle di materia oscura, la cui intensità (misurata dagli apparati sperimentali nel sito sotterraneo dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Infn) varierà ciclicamente durante l’anno.

La variazione deve essere presente solo nella regione di bassa energia, dove le particelle di materia oscura possono indurre segnali, e solo in eventi in cui uno dei rivelatori scintilla, poiché è trascurabile, per questi processi rari, la probabilità di interazioni multiple.

Dama/NaI ha fornito la prima indicazione sperimentale che particelle di materia oscura sono presenti nell’alone galattico; i suoi risultati sono compatibili con le caratteristiche delle particelle che secondo varie teorie possono spiegare la materia oscura. Il futuro di questo tipo di ricerche è ora affidato al successore di Dama/NaI, Dama/Libra, che sta raccogliendo dati per investigare ancora più a fondo tali particelle e la loro natura e anche per studiare proprietà dell’alone galattico stesso.

Foto: Piero Galeotti. Professore ordinario di Fisica Sperimentale all’Università di Torino, vice presidente del Planetario di Torino, direttore de Le Stelle (mensile di cultura astronomica).


Fonte: Gravità Zero - Divulgazione scientifica

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